Citrus Fruits for Wellness alla Fruit Logistica di Berlino

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Grande partecipazione di operatori, istituzioni e buyer internazionali la prima giornata dedicata all’Arancia Rossa di Sicilia IGP nello stand Citrus Fruits for Wellness alla Fruit Logistica di Berlino.

La giornata si è aperta con la visita del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Nel corso dell’incontro, il Ministro ha ribadito il ruolo strategico delle produzioni DOP e IGP nella promozione del made in Italy nel mondo e il sostegno del Governo alle imprese agricole impegnate nei processi di internazionalizzazione.

A seguire si è svolta la conferenza stampa, moderata in modo eccellente dalla giornalista Elisa Cutullè, preceduta dai saluti istituzionali. Per Confagricoltura è intervenuto Marco Ciofo, seguito da Giosuè Arcoria, presidente di Confagricoltura Catania e del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, e da Gianni Raniolo, presidente del Consorzio di Tutela dell’Uva da Tavola di Mazzarrone IGP. Gli interventi hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni, organizzazioni di categoria e imprese per rafforzare la competitività delle eccellenze territoriali.

 

L'evento ha visto la partecipazione di Gerardo Diana, presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP; Salvo Falcone, responsabile della comunicazione di Euroagrumi O.P.; Michele Sabatino, Managing Director di Euroconsult SRL; Valerio Caparelli, giornalista ed esperto di marketing territoriale; ed Eugenia Baum, coach nutrizionale, che ha approfondito il legame tra alimentazione consapevole, benessere e qualità certificata.

Nel corso degli interventi sono stati affrontati temi centrali come le strategie di marketing territoriale, l’evoluzione dei mercati internazionali, la sostenibilità delle produzioni e il valore nutrizionale dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, sempre più apprezzata dai consumatori attenti alla salute e all’origine dei prodotti.

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A conclusione della giornata, gli ospiti hanno preso parte a una raffinata degustazione di un menù a base di Arancia Rossa di Sicilia IGP, ideato e realizzato dallo chef Renzo Pasolini, che ha saputo reinterpretare il prodotto simbolo della Sicilia in chiave contemporanea, esaltandone profumi, sapori e proprietà nutrizionali.

L’iniziativa ha confermato il ruolo dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP come ambasciatrice dell’eccellenza agroalimentare italiana nel mondo e come modello vincente di integrazione tra territorio, innovazione e benessere.

Un ringraziamento ad Euroconsult, Marco Polo Srl e TVA Sicilia per la preziosa collaborazione.

 

 

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Citrus fruits for wellness a Saarbrücken, nota della prof.ssa Marzia Vacchelli

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Ringraziamo la prof.ssa Marzia Vacchelli, Lettrice Maeci Università del Saarland, per la graditissima partecipazione all'evento arricchito dalla sua preziosa relazione e per averne dato notizia sui canali uffiiciali. Pubblichiamo a seguire la nota.

 

Presentazione della rivista Polifonia Italiana e Relazione della Lettrice Maeci Marzia Vacchelli Università del Saarland presso Com.It.Es Saarbrücken
in occasione dell’evento “Citrus fruits for wellness a Saarbrücken. L’arancia rossa IGP di Sicilia: un simbolo identitario tra cultura, letteratura e promozione del territorio” del 30 gennaio 2026.


L’evento promosso dal Consorzio Euroagrumi O.P. si è rivelato un ottimo momento di integrazione e scambio tra l’Università del Saarland e la Comunità italiana di Saarbrücken. La prof.ssa Marzia Vacchelli si è interconnessa con la presentazione di Salvo Falcone, che ha condotto i numerosi presenti fino alle pendici dell’Etna descrivendo una filiera produttiva strettamente legata al territorio catanese. Ha delineato nel suo intervento una sorta di road map sviluppatasi attraverso le opere di Verga, Pirandello e Vittorini, individuandone innanzitutto i principali nodi simbolici.
Per Verga (Fantasticheria, I Malavoglia, La chiave d’oro) il simbolo dominante è quello della povertà strutturale, dove l’arancia significa “roba” come bene che non emancipa ma incatena, laddove la miseria rappresenta la normalità e non l’eccezione.
Per Pirandello (Lumìe di Sicilia), il nodo significativo diviene lo scarto tra intenzione e percezione; le arance assumono significati diversi nei due protagonisti (Micuccio e Teresina) giungendo ad una doppiezza che risulta insopportabile. La conclusione è che l’identità non è qualcosa che noi possediamo ma è quanto gli altri ci attribuiscono.
In Vittorini (Conversazione in Sicilia) il simbolo dominante è rappresentato dal dolore storico-politico e dall sfruttamento: la ricchezza della terra non arricchisce che la lavora
Questi nodi simbolici vengono ricostruiti dalla prof.ssa Vacchelli in tre assi portanti.
Nel primo asse, definibile come economico, per Verga le arance sono una merce minima, oggetto di elemosina, di piccolo commercio o di furto originato dalla miseria; per Pirandello divengono dono affettivo che viene trasformato in oggetto mondano; in Vittorini le arance sono salario in natura privo di valore di scambio.
Nel secondo asse, sociologico/politico, in Verga le arance sono simbolo di donne e poveri (la mendìca, Longa, i contadini), in Pirandello rappresentano il vinto (Micuccio) che consegna il frutto alla vincente (Teresina), mentre in Vittorini il piccolo siciliano delle arance è il simbolo di tutta l'umanità offesa.

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Infine nel terzo asse, simbolico, per Verga l’arancia assume i contorni della misera concretezza (fame, debiti, roba), in Pirandello significa crisi dell’identità (quello che io significo contro quello che gli altri vedono) e infine in Vittorini si delinea quale trasfigurazione etico-politica (il dolore dell’umanità offesa).
L’arancia, frutto solare e icona della Sicilia, entra così in tre poetiche diverse.
In Verga è strumento del realismo degli umili: l’arancia è la misura minima per la sopravvivenza; in Pirandello incrocia la crisi del soggetto moderno: l’arancia è dono che si fa maschera mondana; in Vittorini diviene allegoria del Novecento ferito: l’arancia/salario è il simbolo di quello sfruttamento strutturale che ritroveremo nei contadini del Novecento di Bertolucci.
Rolando Pettinari ha simpaticamente ripreso questi temi, prima di presentare il suo libro "Ein Land, zwanzig Küchen" sulla gastronomia nel Saarland, raccontando del viaggio in Sicilia non di Goethe ma di Johann Gottfried Seume nel suo libro L'Italia a piedi (Spaziergang nach Syrakus): un viaggio ad inizio Ottocento in povertà nella povertà, con
unico cibo, spesso, proprio le arance che trovava in abbondanza e a poco prezzo lungo le strade dell'isola.

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La prof.ssa Vacchelli ha poi introdotto la redazione della Rivista “Polifonia italiana”, per la presentazione del primo numero semestrale. Oggetto di un corso universitario specifico, la rivista ha voluto riunire le voci di studenti, docenti e ospiti che hanno ruotato nel Wintersemester attorno al Centro di Studi italiani dell’Università del Saarland. Alice Pedone, anche grafic designer della rivista, e Christian Mariano hanno innanzitutto spiegato come Polifonia non significhi solo molteplicità di voci ma anche molteplicità di mezzi comunicativi. La massima accessibilità è stata posta come uno degli obiettivi redazionali principali. I testi scritti sono stati così anche letti e resi disponibili tramite QR code; registrazioni video e podcast sono stati prodotti e resi disponibili tramite link alla playlist del canale YouTube specifico e ancora tramite QR code. Anche a nome di Jennifer Julia Remark, terza componente della Redazione, Alice Pedone e Christian Mariano hanno infine dato conto della molteplicità delle voci riportate nelle pagine del semestrale: interviste agli ospiti del Centro Studi Italiani ed ai ricercatori e dottorandi che lavorano all’interno del Progetto LEI guidato dal prof. Elton Prifti; quiz, curiosità ed esercizi sulla lingua italiana; un dossier specifico sulla condizione femminile e il rispetto della diversità, con all’interno, raccontata anche in vocale da Christian Mariano e Anna Tischer, un’ infografica originale sulla comunicazione estesa; l’intervento di studenti del LIDIT, presenza numerosa tra il pubblico in sala; il laboratorio di lettura espressiva che sarà oggetto di un corso specifico nel Sommersemester; infine recensioni librarie e filmiche. L’appello finale dei due studenti e della prof.ssa Vacchelli ha riguardato la necessità di nuove adesioni al progetto attraverso il corso specifico che si terrà nel Sommersemester. La rivista sarà a breve disponibile online sul sito del Centro di Studi Italiani.

Marzia Vacchelli

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7Gold, Arancia Rossa di Sicilia IGP: Fragilità, valore e futuro di un patrimonio agricolo unico

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Un’annata che era partita con le migliori premesse qualitative e produttive si è trovata improvvisamente a fare i conti con eventi climatici estremi. A gennaio, un violento uragano ha colpito parte delle aree costiere della Sicilia orientale, causando danni alle coltivazioni agrumicole e riportando al centro dell’attenzione la fragilità di una delle filiere più importanti dell’agricoltura italiana: quella dell’Arancia Rossa di Sicilia. È da questo contesto che prende forma la puntata de La Natura dal Campo alla Tavola, andata in onda sul circuito televisivo nazionale 7Gold, che ha raccontato l’Arancia Rossa non solo come eccellenza produttiva, ma come sistema complesso fatto di territorio, lavoro, clima e responsabilità future. Dal cuore dell’areale etneo, a Biancavilla (Catania), Salvatore Rapisarda, direttore del Consorzio Euroagrumi OP, ha descritto una campagna agrumicola di altissimo livello qualitativo, nonostante le difficoltà climatiche dei mesi precedenti. «Come qualità e quantità siamo al top. Nonostante la siccità, il clima ha rimediato alle difficoltà iniziali restituendoci un prodotto straordinario per sapore, pezzatura e colore», ha spiegato Rapisarda, ricordando come la trasmissione sia stata registrata prima dell’uragano di metà gennaio. L’Arancia Rossa rappresenta il prodotto agricolo più importante della Sicilia, con circa 100.000 ettari coltivati che generano economia, lavoro e tutela ambientale. Un prodotto profondamente legato al territorio etneo, come raccontato dallo stesso Rapisarda con una metafora efficace: «L’arancia arriva dall’Himalaya, ma quando arriva ai piedi dell’Etna è come se dicesse: “Sono a casa”. Ed è qui che dà il meglio di sé». A spiegare cosa rende davvero unica l’Arancia Rossa di Sicilia IGP è stato l’agronomo Alfredo Cageggi, che ha sottolineato il ruolo determinante del microclima etneo. «Il colore rosso non è solo estetica, ma il risultato dell’escursione termica tra giorno e notte, del vulcano vicino al mare e di condizioni irripetibili che inducono la pianta a produrre antociani, potenti antiossidanti». Un valore nutrizionale che, paradossalmente, può aumentare anche nelle annate più difficili. Dal punto di vista dei produttori, Carmelo Cantarella ha raccontato una campagna complessa, segnata da siccità e temperature anomale, ma sostenuta da una forte motivazione identitaria. «Coltiviamo arance rosse da trent’anni. Nonostante le difficoltà, la passione è tanta e ci spinge a continuare, anche per il futuro delle nuove generazioni». Il tema del reddito agricolo e della corretta percezione della qualità è stato centrale. «Il calibro non è un indicatore di qualità – ha ricordato Rapisarda – nei periodi di siccità i frutti possono essere più piccoli ma spesso più ricchi di vitamina C e antociani». Ampio spazio è stato dedicato anche alla tutela dell’identità del prodotto. Gerardo Diana, presidente del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, ha sottolineato il ruolo del disciplinare e la necessità di comunicare meglio il valore ambientale e salutistico di un frutto “eroico”, capace di adattarsi a condizioni climatiche estreme e oggi tra le IGP più consumate in Italia. Il racconto ha attraversato anche la fase di confezionamento, con una visita nei magazzini della cooperativa Portobello, e i mercati, dove – come ha spiegato Duccio Caccioni, direttore del Centro Agroalimentare di Bologna – l’Arancia Rossa mantiene un forte potere distintivo per qualità, origine e valore salutistico. La puntata ha infine messo in luce le criticità strutturali del sistema, dalla gestione dell’acqua alla manodopera, fino al ruolo strategico dell’industria di trasformazione e della comunicazione al consumatore. A conclusione del percorso, Salvatore Rapisarda ha ribadito il senso profondo del lavoro di filiera: «L’Arancia Rossa è un’eccellenza assoluta che va comunicata nel modo giusto. È quello che stiamo facendo oggi, lavorando con le scuole, la grande distribuzione e attraverso trasmissioni capaci di parlare direttamente al consumatore, raccontando un prodotto che fa bene alla salute e all’ambiente».

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