Citrus fruits for wellness a Saarbrücken, nota della prof.ssa Marzia Vacchelli

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Ringraziamo la prof.ssa Marzia Vacchelli, Lettrice Maeci Università del Saarland, per la graditissima partecipazione all'evento arricchito dalla sua preziosa relazione e per averne dato notizia sui canali uffiiciali. Pubblichiamo a seguire la nota.

 

Presentazione della rivista Polifonia Italiana e Relazione della Lettrice Maeci Marzia Vacchelli Università del Saarland presso Com.It.Es Saarbrücken
in occasione dell’evento “Citrus fruits for wellness a Saarbrücken. L’arancia rossa IGP di Sicilia: un simbolo identitario tra cultura, letteratura e promozione del territorio” del 30 gennaio 2026.


L’evento promosso dal Consorzio Euroagrumi O.P. si è rivelato un ottimo momento di integrazione e scambio tra l’Università del Saarland e la Comunità italiana di Saarbrücken. La prof.ssa Marzia Vacchelli si è interconnessa con la presentazione di Salvo Falcone, che ha condotto i numerosi presenti fino alle pendici dell’Etna descrivendo una filiera produttiva strettamente legata al territorio catanese. Ha delineato nel suo intervento una sorta di road map sviluppatasi attraverso le opere di Verga, Pirandello e Vittorini, individuandone innanzitutto i principali nodi simbolici.
Per Verga (Fantasticheria, I Malavoglia, La chiave d’oro) il simbolo dominante è quello della povertà strutturale, dove l’arancia significa “roba” come bene che non emancipa ma incatena, laddove la miseria rappresenta la normalità e non l’eccezione.
Per Pirandello (Lumìe di Sicilia), il nodo significativo diviene lo scarto tra intenzione e percezione; le arance assumono significati diversi nei due protagonisti (Micuccio e Teresina) giungendo ad una doppiezza che risulta insopportabile. La conclusione è che l’identità non è qualcosa che noi possediamo ma è quanto gli altri ci attribuiscono.
In Vittorini (Conversazione in Sicilia) il simbolo dominante è rappresentato dal dolore storico-politico e dall sfruttamento: la ricchezza della terra non arricchisce che la lavora
Questi nodi simbolici vengono ricostruiti dalla prof.ssa Vacchelli in tre assi portanti.
Nel primo asse, definibile come economico, per Verga le arance sono una merce minima, oggetto di elemosina, di piccolo commercio o di furto originato dalla miseria; per Pirandello divengono dono affettivo che viene trasformato in oggetto mondano; in Vittorini le arance sono salario in natura privo di valore di scambio.
Nel secondo asse, sociologico/politico, in Verga le arance sono simbolo di donne e poveri (la mendìca, Longa, i contadini), in Pirandello rappresentano il vinto (Micuccio) che consegna il frutto alla vincente (Teresina), mentre in Vittorini il piccolo siciliano delle arance è il simbolo di tutta l'umanità offesa.

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Infine nel terzo asse, simbolico, per Verga l’arancia assume i contorni della misera concretezza (fame, debiti, roba), in Pirandello significa crisi dell’identità (quello che io significo contro quello che gli altri vedono) e infine in Vittorini si delinea quale trasfigurazione etico-politica (il dolore dell’umanità offesa).
L’arancia, frutto solare e icona della Sicilia, entra così in tre poetiche diverse.
In Verga è strumento del realismo degli umili: l’arancia è la misura minima per la sopravvivenza; in Pirandello incrocia la crisi del soggetto moderno: l’arancia è dono che si fa maschera mondana; in Vittorini diviene allegoria del Novecento ferito: l’arancia/salario è il simbolo di quello sfruttamento strutturale che ritroveremo nei contadini del Novecento di Bertolucci.
Rolando Pettinari ha simpaticamente ripreso questi temi, prima di presentare il suo libro "Ein Land, zwanzig Küchen" sulla gastronomia nel Saarland, raccontando del viaggio in Sicilia non di Goethe ma di Johann Gottfried Seume nel suo libro L'Italia a piedi (Spaziergang nach Syrakus): un viaggio ad inizio Ottocento in povertà nella povertà, con
unico cibo, spesso, proprio le arance che trovava in abbondanza e a poco prezzo lungo le strade dell'isola.

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La prof.ssa Vacchelli ha poi introdotto la redazione della Rivista “Polifonia italiana”, per la presentazione del primo numero semestrale. Oggetto di un corso universitario specifico, la rivista ha voluto riunire le voci di studenti, docenti e ospiti che hanno ruotato nel Wintersemester attorno al Centro di Studi italiani dell’Università del Saarland. Alice Pedone, anche grafic designer della rivista, e Christian Mariano hanno innanzitutto spiegato come Polifonia non significhi solo molteplicità di voci ma anche molteplicità di mezzi comunicativi. La massima accessibilità è stata posta come uno degli obiettivi redazionali principali. I testi scritti sono stati così anche letti e resi disponibili tramite QR code; registrazioni video e podcast sono stati prodotti e resi disponibili tramite link alla playlist del canale YouTube specifico e ancora tramite QR code. Anche a nome di Jennifer Julia Remark, terza componente della Redazione, Alice Pedone e Christian Mariano hanno infine dato conto della molteplicità delle voci riportate nelle pagine del semestrale: interviste agli ospiti del Centro Studi Italiani ed ai ricercatori e dottorandi che lavorano all’interno del Progetto LEI guidato dal prof. Elton Prifti; quiz, curiosità ed esercizi sulla lingua italiana; un dossier specifico sulla condizione femminile e il rispetto della diversità, con all’interno, raccontata anche in vocale da Christian Mariano e Anna Tischer, un’ infografica originale sulla comunicazione estesa; l’intervento di studenti del LIDIT, presenza numerosa tra il pubblico in sala; il laboratorio di lettura espressiva che sarà oggetto di un corso specifico nel Sommersemester; infine recensioni librarie e filmiche. L’appello finale dei due studenti e della prof.ssa Vacchelli ha riguardato la necessità di nuove adesioni al progetto attraverso il corso specifico che si terrà nel Sommersemester. La rivista sarà a breve disponibile online sul sito del Centro di Studi Italiani.

Marzia Vacchelli